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L’accordo tra Google e HCA Healthcare

L’approdo delle corporate nel comparto sanitario

Che le grandi corporate come Apple, Amazon e Google abbiano un impatto determinante sulle nostre vite è ormai un fatto indiscusso.

L’ecosistema di beni e servizi che sono in grado di generare, così come la complessità e la capillarità della loro offerta, non hanno precedenti.

Queste compagnie sono in grado di estendere costantemente il proprio business in ogni ramo dell’industria, generando profitto in contesti molto differenziati tra loro.

Il comparto sanitario è certamente uno dei contesti più ambiti dalle corporate, che già da anni stanno cercando di modellare l’identità del proprio brand, includendo la sicurezza e la salute tra le priorità da promuovere.

Chi di voi possiede un iPhone ad esempio, conosce l’app Salute, grazie alla quale è possibile avere sempre con sé la propria cartella clinica ed effettuare una raccolta dinamica dei dati relativi al proprio stato di salute.

Ma quella delle App è soltanto la punta dell’iceberg.

I consumatori, infatti, non sono l’obiettivo delle corporate, ma soltanto i fruitori dei loro servizi.

Le aziende sanitarie, le catene ospedaliere e tutto il comparto sanitario sono i veri obiettivi.

Per questa ragione Google ha di recente stretto un accordo con la catena ospedaliera statunitense HCA Healthcare, che opera in 21 Stati negli USA e consta di circa 2.000 sedi, per sviluppare strumenti atti a migliorare l’assistenza medica.

L’obiettivo è la creazione di algoritmi sanitari basati sui dati contenuti nelle cartelle cliniche dei pazienti.

Google si occuperà della gestione dei dati dei pazienti di HCA, raccoglierà le informazioni provenienti dai dispositivi medici connessi alla rete, e svilupperà sistemi per aumentare l’efficienza operativa, monitorare i pazienti e sostenere le decisioni dei medici.

L’esplorazione del comparto sanitario da parte dei giganti del mercato desta non poche preoccupazioni in merito alla privacy e al trattamento dei dati.

I dati relativi alle cartelle cliniche infatti, contengono diagnosi, prescrizioni e importanti informazioni mediche personali. 

Si tratta dunque di dati sensibili, ovvero i più tutelati dai governi democratici.

Concorderete con noi che c’è differenza tra acconsentire al tracciamento e alla profilazione delle proprie abitudini di consumo, e fornire i propri dati sanitari.

Con ogni probabilità le grandi corporate si avvicineranno sempre più al comparto sanitario. La stessa Google già in passato aveva stretto accordi con altri importanti sistemi ospedalieri statunitensi – come l’Ascension di St. Louis – che hanno acconsentito all’accesso ai dati dei propri pazienti.

Chiaramente tutto questo, oltre che rappresentare una preoccupazione per la privacy, definisce la nascita di nuovi orizzonti nel mercato del lavoro digitale.

Il data crunching, ovvero l’analisi dei dati, sarà al centro di questi nuovi orizzonti, e l’esperienza del paziente potrà cambiare molto negli anni a venire.

L’intervento delle corporate nei diversi settori dell’industria innesca sistematicamente il loro rapido avanzamento tecnologico.

Anche il comparto sanitario potrà godere e avvantaggiarsi della loro spinta, e potenzialmente raggiungere obiettivi molto importanti in breve tempo.

Gli Stati dovranno preoccuparsi di normare la presenza delle corporate nel settore sanitario, proprio per tutelare i cittadini dai rischi derivanti dall’esposizione dei dati sensibili. 

Come dicevamo all’inizio dell’articolo, queste grandi compagnie influenzano profondamente la nostra vita, e con ogni probabilità in futuro lo faranno in modo ancora più capillare.

Sarà un processo lungo ed articolato. 

Alcuni di noi vorrebbero si arrestasse, altri invece sono curiosi di sapere dove ci porterà.

Forse l’idea migliore è quella di seguirlo con consapevolezza.

Fateci sapere cosa ne pensate, e nel frattempo fate un giro nella sezione portfolio del nostro sito, lì non avrete certo problemi coi vostri dati sensibili!

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