Quando i droni non esistevano ancora o non erano alla portata di tutti, come venivano effettuate le riprese aeree? Nel 1907 un farmacista tedesco, Julius Neubronner, pensò di utilizzare dei piccioni, su cui venivano installate delle imbracature per sostenere le macchine fotografiche. I famosi piccioni viaggiatori. Per fortuna, stiamo parlando di qualche anno più tardi e le soluzioni a questo problema erano essenzialmente due: noleggiare un elicottero, un conducente ed un operatore che fosse in grado di eseguire questo tipo di riprese, oppure, per chi disponeva di una buona somma di budget, era possibile affittare un drone e fissare alla base una videocamera di terze parti. Questo risultava spesso un processo dispendioso e che non sempre garantiva la buona riuscita della ripresa, in quanto il peso aggiuntivo poteva impedire al drone di alzarsi in volo. 

Negli ultimi dieci anni, il mercato dei droni ha subito grossi miglioramenti grazie allo sviluppo tecnologico: oggi è facile acquistare in molti negozi o online droni di varie fasce di prezzo e con tecnologie avanzate o modelli più basilari, per scopi ludici o professionali. L’utilizzo dei droni ha completamente rivoluzionato il modo di fare video perché consentono allo spettatore di volare ed immedesimarsi nell’ambiente ripreso dall’alto, creando talvolta anche momenti di suspense come in questo video:


La capacità di trasmettere l’angoscia che stanno provando i tre soggetti è creata proprio dagli spostamenti del drone: la ripresa permette angolazioni uniche che consentono l’immedesimazione totale nella situazione di pericolo. Anche all’interno di una stanza o di un luogo chiuso, il drone ha questa potenzialità: oltre a fornire angolazioni video uniche, grazie alla sua compattezza e al fatto di poterlo pilotare da terra, può anche offrire una percezione simile alla realtà virtuale, come si può vedere da queste riprese:

Lo sviluppo del mercato dei droni ha indubbiamente permesso una riduzione del budget sul prodotto finale, ma pone i professionisti davanti ad un grosso rischio: essere poco originali ed accontentarsi soltanto di alzare il punto di ripresa, sfruttandolo in maniera superficiale. Voliamo oltre! Queste riprese sono state effettuate nel deserto di notte con due droni, uno che riprendeva e l’altro che illuminava: l’originalità della tecnica rende il risultato unico.

C’è bisogno di sperimentare una nuova creatività, che sia in grado di andare oltre alle nuove tecnologie; una creatività che sappia sfruttare i mezzi con innovazione narrativa, per creare contenuti di forte impatto visivo ed emozionale. Nel prossimo video, la potenza narrativa supera di gran lunga la tecnica: l’idea geniale del regista Donny the Drone, rende il cortometraggio assolutamente sorprendente, proiettando lo spettatore al centro della storia che ha commosso tutto il web. Un piccolo drone attraversa il mondo, alla ricerca della verità e della bellezza: il video inizia sul palco del “TIME Magazine” su cui Donny riceverà il premio Persona dell’Anno...

Ma… quali sono le regole per effettuare delle riprese video con un drone ad uso ricreativo?

La scelta della location è in primo luogo una parte fondamentale da non trascurare: scegli un posto che non abbia vicino abitazioni e alberi, distante da persone e strade. Ricorda anche lo scopo per cui stai utilizzando il tuo drone: se è a scopo ricreativo, è considerato un aeromodello su cui il “pilota” da terra può sempre intervenire (chiamato “volo automatico”, diverso dal “volo autonomo” in cui il drone vola da solo senza nessuna possibilità per il pilota di intervenire). Il peso non deve superare i 25 kg o comunque la potenza deve rientrare nei 15 kw, indipendentemente dalle dimensioni, per quanto riguarda i droni ad uso ricreativo.
La distanza massima che può percorrere è di 200 mt, ad un’altezza di 70 mt. Per quanto riguarda le spiagge, se non per uso professionale, i droni possono volare anche durante l’estate, sempre nel rispetto del regolamento aeromodellistico. Ricordati inoltre di considerare le condizioni meteorologiche: se possiedi un drone di piccole dimensioni, il vento, potrebbe farti perdere il controllo, soprattutto in fase di decollo o atterraggio. Puoi fare ricorso all’uso di alcune app che attraverso l’indicatore di altitudine ti indicheranno la presenza o meno di venti che magari da terra non percepisci. 

Tornando a parlare dei droni ad uso professionale…

Dal 2015 circa l’utilizzo dei droni in ambito professionale si è sempre più diffuso: molte aziende agricole ad esempio hanno deciso di affidarsi a questa tecnologia per monitorare lo stato di salute delle colture, in zone molto estese dove solo la mano umana rischierebbe di tardare ad intervenire in tempo, in caso di carenze idriche o attacchi di parassiti. Attraverso degli obiettivi a infrarossi e delle termocamere è possibile ottenere in anticipo delle fotografie dei campi per raccolti di qualità e per prevenire i possibili danni.
Un golf in Dakota del Nord, zona in cui il mercato dei droni corre più velocemente soprannominata “Sili-drone Valley”, ha studiato un modo per far sì che i giocatori possano ordinare e ricevere direttamente in campo snack e bibite, evitando code interminabili durante le pause. Il drone volerà tra i 60 e i 90 mt di altezza, per evitare di intercettare le palline da golf, e calerà una busta attraverso una corda nel punto esatto richiesto dalla persona. I primi test sono previsti per il 15 settembre: ecco come funzionerà

Domino’s, la famosa catena specializzata in vendita di pizze, ha effettuato la prima consegna a domicilio con un drone. È successo in Nuova Zelanda nel novembre del 2016.

Anche Uber ha deciso di alzare il livello di gioco: già reputata una delle app più popolari per la consegna di cibo, ora sta testando le consegne a domicilio con i droni. L’azienda sta già provvedendo a parlare con l’Amministrazione Aviazione Federale americana per il rilascio del brevetto.
La multinazionale Walmart sta sfruttando la blockchain per effettuare le consegne: i droni comunicherebbero tra loro in modalità wireless per passare gli oggetti trasportati l'uno all'altro, dopo un processo di identificazione. 

Dopo che un drone si sposta in un punto specifico in cui si trova un altro, scambiano i segnali di autenticazione usando "blockchain keys" e se il primo robot riconosce con successo il suo "collega", passa il pacchetto. I droni farebbero affidamento su un database di informazioni di consegna memorizzate su qualsiasi blockchain in cui opera la società.

E in tutto ciò… poteva non esserci Elon Musk? Certo che no! Infatti i suoi ingegneri starebbero costruendo un drone con un’autonomia di volo pari a due ore (per ora la maggior parte dei droni durano al massimo circa mezz’ora). Staremo a vedere quale sarà la sua prossima mossa...