Ti abbiamo raccontato come prepararti al meglio per girare una video intervista. Ora è il momento di parlare di un argomento un po’ delicato: l’inserimento di suoni e musica nei tuoi progetti video e multimediali. Durante l’intervista, è possibile che ci siano degli intervalli, quando magari si cambia argomento o per offrire allo spettatore delle pause di riflessione, all'interno delle quali potresti inserire un po’ di musica e immagini, riguardanti la vita dell’intervistato per esempio. Ecco, in questo caso: com'è possibile farlo per non violare la legge di copyright? 

Come già saprai, esiste una società che racchiude autori ed editori, preposta alla protezione e all'esercizio dell’intermediazione del diritto d’autore in Italia, la SIAE. Secondo la legge, non si possono usare brani tratti da discografia commerciale, nemmeno obsoleta o di pubblico dominio, senza aver prima ottenuto e pagato i relativi diritti agli autori e/o alla casa discografica. A questo segue, in un secondo momento, il versamento dell’ulteriore corrispettivo alla SIAE per le copie da stampare e per ogni proiezione pubblica che va dichiarata e pagata. Per questo motivo potresti aver dei problemi ad aggiungere della musica ai tuoi progetti. Ci sono varie tipologie di diritto nel mondo della produzione video, televisiva e cinematografica: diamo un’occhiata a quello che riguarda le produzioni video.


Il diritto di sincronizzazione viene applicato quando un’opera musicale viene sincronizzata ad un filmato. In questo modo, si attribuisce all'autore il diritto di godere dei benefici economici derivanti dallo sfruttamento della sua opera. Questo principio vale per l’emittenza televisiva, la distribuzione cinematografica, gli spot e negli ultimi anni anche per i siti web.
La SIAE ha deciso di inserire dei criteri per valutare la diversità dei siti e il conseguente modo di applicare la legge. Ci sono quattro categorie principali per la valutazione: se è un sito personale o commerciale, il numero di brani visualizzati, il numero di visite mensili al sito e la disponibilità di riprodurre musica in streaming o tramite download. In base alla tipologia di licenza in cui si rientra, il costo viene modulato dalla SIAE e responsabile del pagamento sarà il proprietario del sito.

Ti renderai conto che non è proprio una passeggiata stare dietro a tutte queste regole (e nemmeno economico): per fortuna esistono varie banche dati online, che ti permettono di scaricare la musica, completamente in modo gratuito e libera dai diritti d’autore. Queste licenze vengono chiamate “Creative Commons”, quelle cioè che consentono la riproduzione dell’opera a determinate condizioni (che solitamente è quella di indicare l’autore). Altrimenti, esistono anche degli archivi a pagamento dove è possibile scaricare, al prezzo di pochi euro, le tracce audio.

Vediamo insieme qualche piattaforma da cui scaricare! Prima però bisogna chiarire il concetto di musica royalty-free. Questa tipologia di licenza è regolamentata proprio dagli standard delle Creative Commons e ti permette di capire cosa si può o non si può fare con una risorsa (se è disponibile per usi commerciali o meno per esempio). Una volta acquistata questa licenza, si ottiene il permesso di sincronizzare il brano con un prodotto audiovisivo, entro certe limitazioni di utilizzo (numero di copie riprodotte, per esempio). Grazie a questa tipologia di licenza, non bisogna passare attraverso la SIAE per svincolare i brani dai diritti d’autore. Esistono tantissime piattaforme online che offrono musica royalty-free di qualsiasi genere: dalle colonne sonore per video (spot, promo, trailer, cortometraggio, lungometraggio, documentario, servizio, sigla...), al sottofondo di un ambiente (bosco, negozio, mare, centro benessere, locale...), agli ambiti multimediali più variegati (podcast, click del mouse, videogiochi, suonerie...). Per evitare di perdere tempo, puoi affidarti a piattaforme come audiojungle, smartsound, ccmixter, freestockmusic, incompetech, jamendo o tante altre che troverai online.

Questo discorso si fa ancora più delicato in ambito social network: se per esempio monetizzi tramite il tuo canale YouTube, devi sempre fare molta attenzione che la licenza Creative Commons del brano che vuoi utilizzare, permetta l’utilizzo per scopi commerciali. Nel caso in cui la licenza non copra l’utilizzo per un determinato uso o scopo, YouTube ha al suo interno un software che consente ai detentori dei diritti sulla proprietà intellettuale di individuare facilmente i contenuti pubblicati, senza alcuna loro esplicita autorizzazione. Si chiama Content ID e possono accedervi solo i titolari di copy che rispondono ad alcuni criteri specifici, che puoi leggere in questo articolo. Questo software permette la rimozione di qualsiasi filmato che violi le norme di utilizzo di YouTube. Se hai un tuo canale YouTube puoi verificare attraverso il Creator Studio le informazioni relative utilizzo di un determinato brano.

Facebook, invece, ha rilasciato l’inverno scorso Sound Collection, una raccolta di tracce audio che potranno essere utilizzate liberamente nei video, per permettere agli utenti di non incorrere nel rischio di infrangere alcun copyright. Se un video non dovesse rispettare qualche copy, Facebook lo eliminerà in maniera automatica come YouTube.

Seguendo questi consigli, potrai utilizzare la musica o dei suoni all'interno dei tuoi video, senza incorrere in problemi, che solitamente i videomaker si trovano a dover affrontare. Ora sei pronto a concludere l'editing del tuo video!