Come sarebbe il mio mondo senza la pubblicità?

Ci pensi mai a come potrebbe essere il momento che stai vivendo se non sentissi perpetuamente l’eco di una réclame?


Come sarebbe la mia giornata se invece di incrociare quotidianamente lo sguardo della Ferragni in Calzedonia incontrassi la tranquillità di una Ninfea di Monet? 

Ci pensi mai a come potrebbe essere il momento che stai vivendo se non esistesse la propaganda? Forse non lo vorrei un mondo senza la CocaCola, anche se poi non mi piace tanto.

Mi spaventa pensare possa esistere un mondo diverso da questo, anche se poi non mi piace tanto.

Lo so, non ci sentiamo da un mese e torno sempre da te con la coda tra le zampe e uno zaino di punti interrogativi inutili. Ho preso una birra con Giò dopo l’università e la combo cuffie/rientro a casa mi fa sempre sentire brilla anche con 33cl per 4,6° di Mundaka. Finalmente ha smesso di piovere e posso tornare a evitare la metro. Giorgio mi ha fatto vedere la serie di fotografie Public Spaces di Jorge… aspetta devo cercarlo su Google, non ricordo più il nome per intero…  Pérez Higuera. Cartelloni pubblicitari sparsi per le più disparate città: cancellati, bianchi, vuoti. 

Così li noto davvero. Sono dappertutto, ma tu mica li vedi? Anzi, mica ti rendi conto di averli visti? << La pubblicità ha dovuto imparare a entrare nella quotidianità senza essere invadente, senza essere notata>> mi hanno ripetuto fin troppe volte. Eppure, adesso, gli “annunci” sono nei miei occhi anche se guardo le email, nelle mie orecchie quando dimentico di pagare 5€ a Spotify Premium. Instagram è 15 secondi di @violasuper_bello e 15 secondi dei performers Gucci, 15 secondi di Alba e 15 secondi delle Vans che ho cercato stamattina su Asos. Mi faccio domande e poi nel giro di 15 secondi sono stata capace di nominare 15 brand e chiedere a Google il nome di un fotografo che da questo momento in poi mi verrà proposto sotto forma di T-Shirt e stampe da regalare per natale. Jorge Pérez Higuera non sarebbe contento.

Pubblicità. Se ti dico questa parola pensi al classico spot in tv, vero? La tv non la guardiamo più e la pubblicità è entrata nei nostri nuovi momenti di distrazione.

Eppure, nonostante tutto, ieri sera ho cercato tutti gli spot natalizi 2019. Vorrei tanto farti vedere quello Audi.


Comprerei un’auto solo per farlo anche io, magari con mamma affacciata alla finestra e che urla "Viola! Finiscila o ti tolgo dallo stato di famiglia!". Sarebbe divertente. Per il prossimo Natale mi regalerò delle guide sportive. Poi il pandoro lo shakero in DriveNow. 

Chiudo gli occhi e respiro forte.

Sento quasi l’odore del panettone che si scalda accanto al camino.

Da quando ci siamo trasferite a Milano, mia madre vive il Natale con un’agitazione estrema. Ha comprato uno di quei caminetti al bioetanolo perché sostiene che il Natale senza fuoco sia un Natale a metà. Sono stranamente d’accordo, il camino è arrivato la settimana scorsa. Tutto SUPERBELLO, se non fosse che la fiamma non scoppietta. Venduto come camino, in realtà è un’enorme candela. Mamma però è contenta e io sarò contenta di regalarle un panettone di Cova da posizionare di fianco.

Chiuderò gli occhi e respirerò forte.

Il camino c’è, l’albero c’è e i regali ci sono quasi tutti. Me ne manca uno. Alba quest’anno ha vinto il premio come regalo più difficile. Eppure sono sempre bravissima. Le orecchie da elfo aiutante di BabboNatale mi stanno alla perfezione. Mi servono 2 giorni di riflessione e il pacco è pronto alla consegna. Questa volta il sacco è ancora vuoto. Se le prendessi un cucciolo al canile? Sarebbe SUPER, ma forse dovrebbe esserci anche lei.

Oh no! Sono già le nove, sono in ritardo per la cena aziendale. Una stagista e il Secret Santa non sono un’accoppiata vincente e il Santa non è mai Secret davvero. Stavolta ho dovuto mantenere un certo decoro che non mi appartiene. Ho preso una Moleskine Viola. Spero capiti a qualcuno che la faccia diventare di un nuovo colore. Quando torno ti racconto tutto. A dopo, Blu.