And the Oscar goes to…

Lo so, sono le 06:58. Non scrivo mai la mattina, anzi all’alba.
Ho fatto un sogno talmente bello che voglio raccontartelo subito, così da non dimenticarlo durante la giornata.

In realtà sono due sogni in uno, ma talmente reali da non capire se anche adesso io stia ancora sognando.

Non so da dove partire. Credo sia più facile dal primo, anche se non vedo l’ora di arrivare al secondo.

09 febbraio 2020 – Dolby Theater – Los Angeles


Il mio sogno inizia da lì, dal red carpet, e ho anche sognato di aver pronosticato e indovinato tutti i premi. Lo so, ti stai chiedendo perché fossi lì? È stato così credibile che anche la motivazione mi è sembrata plausibile. Mi rivedo mentre mi guardo raggiante con il mio abito di alta sartoria.

Viola Bello, invitata alla 92esima edizione degli Oscars in veste di vincitrice del biglietto premio del concorso “ho sognato di partecipare alla notte degli Oscar”. Sogno nel sogno nel sogno. È peggio di una matrioska.

Sono lì, vestita di tutto punto in un favoloso completo di Valentino Haute Couture.

Prima di addormentarmi ho guardato la sfilata a Parigi e Pierpaolo Piccioli ha detto «è stata ispirata dal mistero del mondo inconscio perché a volte quello che nascondiamo può essere la forza più grande», ovviamente il mio inconscio ha lavorato bene e l’ha inserito nel mio sonno. 

Ma tornando alla parte importante, una volta superato il red carpet e raggiunta la mia poltrona con la stessa nonchalance con la quale Brad ha preso la mano di Jennifer ai SAGE Awards, ho preso un foglietto dalla pochette e ho letto quelli che dovevano essere i miei pronostici per i premi più gettonati:

Seduta lì, nel mio Valentino, respirando lo stesso ossigeno di Leonardo, Nicole, Christian, Quentin, Joaquin, Clint…

Inizia la premiazione.

Ricordo anche quello che ho pensato sognando: Rami Malek è davvero simile a un Bulldog francese, in senso buono, eh!
È tra i primi a premiare: Oscar al miglior attore non protagonista.

L’aria si taglia con il coltello.

Mentre ti racconto e rivivo tutto il sogno ho la pelle d’oca.

 And the Oscar goes to…

Un silenzio da chiesa, di quelli che ti mettono quasi in imbarazzo perché riesci a sentire il battito dell’intera sala accelerare.

BRAD PITT!

Boato di applausi, lacrime e pacche sulla spalla.

Sento mormorare vari “I told you”.

Inutile dirti che Brad commosso è più bello del sole. Che è come il vino, invecchiato è ancora più bono… ops buono!

Prendo la matita, perché ho ben pensato di portare agli Oscar anche una matita, e cancello il primo pronostico andato a buon fine.

Il discorso è impeccabile come lui, ironico al punto giusto. Devozione per Leonardo e Quentin. La serata continua.

Credo di aver ingerito inconsapevolmente delle sostanze stupefacenti prima di addormentarmi.  Ho avuto la fantasia di inventare anche i vari sketch tra un premio e l’altro. Canzoni, monologhi, balletti e battute scomode.

Il tutto procede con tutti le predizioni avverate, Scarlett che singhiozza con la sua statuetta tra le mani, Joaquin che la dedica al fratello River. Manca solo la più attesa: Oscar al miglior film.

Ed ecco di nuovo la fatidica frase: “and the Oscar goes to…”

DRIIIIIIIIIIIIIIIIIN

La sveglia.
Ebbene si, finisce tutto così. Ti ho deluso vero? Ho deluso anche me.

Ma non è finita.

Inizia il secondo sogno esattamente come ho iniziato a raccontarti di questo degli Oscars.

Prendo il diario e voglio iniziare a raccontarti tutto prima che voli via dalla mia testa.

“Ciao Blu, come stai? Devo raccont…”

Ehm, non so come dirtelo, insomma...

È che tu inizi a rispondere! Cioè in realtà inizi a straparlare, a buttare fuori parole su parole che neanche capisco per quanto parli veloce. Mi dai appuntamento a febbraio. Non capisco.

Appena finito di parlare più veloce di razzo, più veloce della voce fuoricampo delle pubblicità dei medicinali che invita a leggere il foglietto illustrativo, riesco a riprendermi dallo stupore.
Non rispondi più.

Mi guardo intorno, è uno scherzo?

Ridi.

Mi innervosisco, inizio a urlare.

Ridi ancora.

Mi sveglio, sudata.

Non potevo che sognarti così Blu, logorroico e dispettoso. Brillante e irriverente. Lo sai cosa che impressione mi hai dato? Quando interrompono un programma per dare una notizia shoccante e alla fine ti lasciano attonito e perplesso, come si chiamano? Breaking News? Ecco, sei stato proprio un Breaking… Blu!

Adesso vado, se faccio tardi anche oggi altro che stage SUPERBELLO, mi licenziano!
Non vedo l’ora di addormentarmi di nuovo.
Ciao Blu, al prossimo sogno!