Stavo per lanciarmi di sotto, mi trovavo sul ciglio di un burrone e proprio prima di saltare vidi una luce. Stava cercando me.

Minato, Tokyo, 1998

Mi aveva chiamato al telefono, ma io non ero riuscito a rispondere; ero troppo automatizzato, così impegnato a portare avanti il progetto in cui credevo e che ha avuto inizio l'estate del 1979.
Diciannove anni di duro lavoro per un successo che non avremmo mai immaginato. Dopo soli due mesi dal lancio eravamo pronti ad uscire dal Giappone, ma la domanda continuava a crescere e il mondo fu costretto ad aspettare.


Se penso ai quei tempi mi commuovo.
Fino ai primi anni ‘90 lavorare era uno spasso: il tempo volava e la gente impazziva per la nostra rivoluzione.
Avevamo più di ottanta modelli diversi in commercio ed erano destinati a salire.
Abbiamo cambiato il modo di ascoltare la musica, è vero, ma anche il modo di inciderla stava cambiando e la tecnologia non avrebbe aspettato di certo noi: sarebbe andata avanti e così ha fatto.
Quando uscì Discman stavamo ancora bene: gli affezionati non smisero di supportarci e il loro attaccamento è stato il motivo per cui siamo riusciti ad arrivare lontani, a superare il nuovo millennio anche se stavamo già accusando i colpi.

Dovevo capirlo, ma non volevo ascoltare nessuno. Lui continuava a dirmi che sarebbe stato meglio accettare e andare avanti, non crederci troppo per non rimanere deluso da un momento all'altro. Non lo ascoltai.
Tutto quello che c'è oggi è grazie a noi.
Spotify, Apple Music, Pandora, Tidal, Deezer, Amazon, Google Play.

É streaming, ma prima era altro. Ricordate?

Pensate che all'inizio era talmente una novità che per far capire che cosa stavamo facendo abbiamo dovuto unire le forze, con tutti i dipendenti in giro per le città, armati di cuffie pronti a condividere la rivoluzione. D'altronde quale modo migliore per capire la qualità del suono, se non ascoltarlo?
Era già condivisione.

Era difficile pensare di competere con i CD ed è per questo motivo che ho evitato i giornali per tanto tempo, ma poi decisi di vincere la paura, accettare e leggere tutti i feedback.

Il dolore di tutte quelle parole.

Adoravo il mio TPS-L2. Ricordo quando lo mettevo nella tasca del mio zainetto e uscito da scuola non vedevo l'ora di schiacciare play e far partire New York Groove di Ace Frehley. Ma devo ammettere che ora con il CD il suono è veramente perfetto”.
Finalmente posso scegliere le tracce che voglio, senza dovere aspettare e sperare di fermare il nastro nel punto giusto”.
Tutto sarà pubblicato su CD. Non serve dire altro”.
Nel CD c'è spazio per il libricino con i testi. Quando ho comprato il primo CD ho passato ore a leggere e rileggere i testi delle canzoni che preferivo. Fantastico!
Mi sento parte di una nuova rivoluzione della musica”.
Ho passato la giovinezza con un WM-22 in mano. Ora passerò l'età adulta con un lettore CD in mano”.

Quando lessi Mi sento parte di una nuova rivoluzione della musica, capii che era giunto il momento di mettersi da parte.
Pensavo di superarlo meglio, di essere più forte e di lavorare fino a quando sarebbe stato possibile, poi avrei trovato un'altra soluzione.
Invece cominciai a deprimermi a piccole dosi: sembrava mi stessi spegnendo piano piano.
Mi svegliavo, andavo al lavoro, poi tornavo a casa e mangiavo, guardavo la tv e andavo a letto.
Così per anni, parlando poco con mia moglie e passando il tempo quasi sempre da solo.
Erano già arrivati gli anni ’90, gli anni della globalizzazione e di un futuro incerto per tutti. I giovani e la musica, che rispecchiava il forte disagio di una generazione pronta a caricarsi sulle spalle un nuovo decennio, con la Guerra del Golfo che avrebbe visto il suo inizio nell'agosto del 1990.

Fu proprio in quei primi anni ‘90 che mi trovai costretto a rivolgermi ad uno psichiatra. Era l'unico modo per salvarmi.
Mi aiutò, ma non aiutò il mio matrimonio.
Penso a mia moglie.
Nel 1992 Sony lanciò il MD e nello stesso anno mia moglie decise di lasciarmi. Lei era la mia spalla, la persona con cui condividere tutto e superare tutto: quando chiese il divorzio, il mondo mi crollò addosso.
È pazzesco come nonostante avessi perso la donna della mia vita ero annebbiato dal fallimento lavorativo ed un unico pensiero mi girava nella testa dopo quel drammatico evento: il CD farà la mia stessa fine?
Speravo di sì, perché volevo qualcuno con me nel buio.

L'anno successivo il mio capo venne colpito da un infarto mentre giocava a tennis, un episodio che lo costrinse due anni dopo a lasciare definitivamente il ruolo di presidente dell'azienda.

Non ha senso che io continui a vivere. Finirò in qualche posto scarico e ossidato. Calpestato, spostato con i piedi o calciato lontano. Senza cuffie, senza suoni. Questo profondo buco davanti ai miei occhi è l'unica soluzione.

Una luce forte dietro di me, i fari di un'auto nera, la porta del conducente che si apre e nella notte scura una voce: «Non farlo!»

Era lui ed ero felicissimo di vederlo.

«Che altro dovrei fare ormai?» chiesi con gli occhi intrisi di lacrime.
«Devi aspettare la tua fine, come tutti. La tua sofferenza è grande, lo capisco. Ma così è troppo semplice. E poi… vuoi che tutti si ricordino di te in questo modo? Proprio tu che hai dato inizio a tutto!»
Le sue parole erano quelle di un capo che sapeva il fatto suo, qualcuno che mi aveva sempre capito e che aveva portato avanti idee senza mai guardarsi indietro.
Dovevo ascoltarlo.
«Penso tu abbia ragione, ma capisci che io tra un po' di anni mi immagino senza lavoro: vivendo le mie giornate cercando qualcosa da fare; uscendo un po'; andando a fare la spesa; andando al bar a salutare degli amici; portando fuori il cane per lunghe passeggiate; guardando in alto, sperando di vedere qualcosa; cercando una risposta che non arriva. Cosa fare della mia vita? Io non ho voglia di mollare».
«Lo so e se ti sposti da quel ciglio e vieni verso di me ti prometto che troveremo una soluzione. Ti dirò che io ho già la soluzione giusta per te. Non pensi a quanto potrebbe essere ancora tutto SUPERBELLO? Ma se non vuoi sentirla, allora fai pure: buttati!»
Non ci pensai un secondo, mi girai e gli corsi incontro.
Mi abbracciò e mi disse di salire in macchina.

Nell'ottobre del 1999 il mio capo morì di polmonite.
Nel 2010 smisi definitivamente di lavorare.
Oggi il CD è ancora in circolazione, il MD è sparito (l'ultima volta è stato avvistato in Messico) e di lui più nessuna traccia.
Forse ritornerò di moda, è probabile, magari grazie a qualche film di supereroi. (Riferimento al film del 2014, Guardiani della Galassia)
Non lo so, ma tape it easy!

Minato, Tokyo, 2018

«Dove eravamo rimasti?»
Chi se lo ricorda. L'importante è che sappiate che io sto bene: oggi sorrido grazie ad Aiko Morita, quel capo che credeva così tanto in me a tal punto da lasciarmi tutti i suoi appunti, un piccolo appartamento in città e la possibilità di fare un giorno la differenza.
Era questa la soluzione che aveva pensato per me.
Ricordo la sua ultima email, poche righe prima di salutarmi: “Non dimenticare, c'è ancora tanto lavoro da fare per il futuro”.

Walkman TPS-L2, esemplare prodotto n°1