Ciao Blu, come stai?

Continuo a sognarti spesso, che cosa assurda.

È martedì, 18 febbraio, dopo un lunedì opaco di pioggia. Sono in pausa pranzo e mi sono portata la schiscetta da casa: couscous con tonno e zucchine. Tristissimo. Non porto mai cibo da casa, adesso ricordo perché, cioè che non sono capace.

Ci vuole attitudine in tutto nella vita, anche nel saper programmare il pranzo del giorno dopo durante la cena del giorno prima. Lo so, è sbagliato ordinare sempre, ma non riesco a mangiare in ufficio qualcosa di cui non ho neanche voglia. Per di più da sola.

La solitudine mi stressa. Forse è solo il lunedì dopo San Valentino a rendermi così indispettita.
San Valentino di venerdì. Cuori ovunque e per tutto il weekend. I single odiano le coppie, le coppie i single che inveiscono contro di loro. 

Io da quest’anno faccio parte della seconda categoria, ma con tanto di giustifica firmata essendo uscita di recente dalla prima. Ecco, ora ho Le Coppie de I Cani in loop in testa! 


Ormai ti conosco Blu. “Che ti frega degli altri?!” mi chiederesti.
È che, ormai, con Instagram perennemente davanti ai miei occhi, ho sempre la felicità altrui pronta per essere confrontata alla mia.
“Ma secondo te quello che vedi è tutto vero?”
Potrebbe esserlo. Quello che è certo è che omettono i dispiaceri, le persone mica condividono i litigi, le gelosie, le paure. Lo so e se lo facessero neanche li followerei, o li oscurerei.

Non voglio vedere la normalità, voglio vedere la perfezione altrui e inconsciamente invidiarla.
Guardare chi ha la mia età e ha già tre figli e un lavoro e confrontarlo a me che, alla mia età, scrivo un diario e gli do addirittura un nome. Niente di personale contro di te, eh Blu!
Mi sembra sempre più difficile e astratta l’idea di incontrare la persona della mia vita, eppure dovrebbe essere più facile oggi rispetto a ieri. Tutti collegati, tutti catalogati e tutti in vetrina. Tutto questo non da anche a te l’impressione che tutti i nostri rapporti siano diventati precari e interscambiabili? Fragili?
Quante volte mi scontro con mia madre a proposito di argomenti del genere, non posso capire il suo punto di vista e lei non può capire il mio.

È quasi impossibile cancellare il passato e le persone che ne hanno fatto parte. Anche cambiando Nazione sarà sempre troppo facile aggiornarmi sull’ultima fidanzata del mio ex del liceo.
Se apro Instagram ho sempre le storie del mio compagno di università pronte alla visualizzazione, le guardo un giorno, l’altro pure e magari inizio a farci l’abitudine, entra nel mio quotidiano e forse io nel suo con le mie storie. Magari è Instagram a gestire le relazioni dell’ormai 2020. Tremo, ho sempre avuto un debole per le teorie del complotto. Mark Zuckerberg definisce l’evoluzione della specie.

La realtà è che, come sempre, Viola Bello straparla senza arrivare a nulla. Non mi sta bene dipendere da Instagram, ma non vivrei mai senza. Mi lamento se Instagram mi propina sempre per prime le storie di Matteo, ma non le oscuro. Non mi andava di stare a casa da sola a San Valentino, ma ho rifiutato l’invito di Alessandro perché a San Valentino non mi piacciono gli appuntamenti.
È che con il rullino dell’iPhone e le sue foto che arrivano fino alla Viola del 2015 basta poco a farmi tornare in mente un ricordo bello e sentirne la mancanza e ho anche paura di crearne di nuovi perché convinta del fatto che poi mi mancheranno anche quelli.

“Quando si può rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, […]. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addirittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni”.

È l’elogio alla solitudine di Fabrizio de André che oggi compirebbe 80 anni.

Rimanere da soli con se stessi, oggi, è un paradosso e piuttosto che cercare quella solitudine benefica si cerca sempre la condivisione del privato e l’approvazione altrui come conferma di essere parte di questo circostante. La soluzione migliore è non pensare ai problemi.
Ormai ti parlo a cuore aperto.
Per me sei tu, Blu, il mio momento di solitudine, il mio momento per restare sola con me stessa. Come un appuntamento mensile arriva sempre il bisogno di prendermi il mio spazio per le domande e forse il ragazzo che 4 mesi fa mi ha detto che io, Viola Bello, sento e tutto un po’ di più tatuandomi quell’apparentemente scontato SUPERBELLO ci aveva visto più lungo di me.

Vorrei che tutti avessero un momento Blu di tanto in tanto perché la consapevolezza del circostante ci rende consapevoli delle nostre priorità e di conseguenza ci renderebbe tutti un po’ più fortunati.