Gio: “Anna, che giornata! Sono appena tornato da un workshop sullo storytelling. Mi hanno fatto riflettere molto su questo concetto. In fondo è dalla preistoria che facciamo storytelling e oggi invece tendiamo ad associarlo ad un concetto moderno!”

Anna: “Cosa ti lascia così sbalordito, testina?”

Gio: “Beh… un tempo per trasmettere la cultura e le tradizioni si utilizzava l’arte del racconto. Poi nel tempo sono arrivati i primi media come la radio e la TV, che hanno cambiato radicalmente il nostro modo di creare e percepire le storie. Oggi con Internet ognuno è libero di raccontare le proprie storie in svariati modi.”

Che cos’è lo storytelling?

Anna: “Erroneamente spesso si pensa che lo storytelling sia l’azione di raccontare storie, ma questo è un modo sbagliato di interpretare il termine. Per storytelling si intende comunicare attraverso dei racconti e questo richiede un accurato lavoro strategico.”


Gio: “Ok, ma qual è il meccanismo che sta dietro ad una strategia di storytelling avvincente? Come si può fare in modo che le persone si ricordino di te?”

Anna: “Beh testina, tu forse non lo sai, ma la tecnica dello storytelling veniva anche utilizzato più di vent’anni fa da psicoterapeuti e pedagogisti per la cura dei pazienti. La narrazione portava le persone a riflettere su alcuni eventi della realtà, stimolando delle emozioni. Lo specialista poteva in quel modo agire sul paziente, narrando per una seconda volta il racconto in modo persuasivo, per mostrare il fatto in un’ottica più razionale, logica e sensata. Ciò che chiamiamo oggi storytelling non è altro che l’evoluzione di questa tecnica narrativa. Infatti già dagli anni ‘90 i brand hanno utilizzato queste strategie per raccontare la propria identità aziendale.”

Business Woman Storytelling StoriaGio: “Si infatti mi dicevano che anche la campagna elettorale del presidente Obama può essere considerata come un ottimo esempio di utilizzo di questa tecnica!”

Anna: “Certo! Questo è stato necessario per creare un sentiment favorevole al candidato. Oggi chiunque ha a disposizione gli strumenti per fare brand storytelling, ma non è altrettanto facile metterli in azione. Devi avere la consapevolezza di comunicare con un pubblico specifico e di farlo sui canali giusti. La Clinton per esempio era la padrona del live streaming su Twitter durante la sua campagna elettorale. L’elemento vincente è la comunicazione emozionale: focalizzarsi sulle emozioni per riuscire a vendere un prodotto o un servizio. Il tuo obiettivo finale è fare in modo che le persone si ricordino di te. Ma attento: quando dico le persone intendo il tuo pubblico di riferimento. Per dare loro qualcosa di indimenticabile, devi imparare ad ascoltare e comprendere i loro bisogni; solo in un secondo momento potrai attuare la tua strategia, che ti porterà alla costruzione di una narrazione efficace e coerente.”

Gio: “Ma se ognuno può diventare uno storyteller, come posso differenziare i miei contenuti e creare delle esperienze memorabili? Tutti possono scrivere e comunicare attraverso delle storie; cambiano le modalità di raccontare, ma cosa non cambierà mai secondo te?”

Anna: “Le grandi storie non cambieranno mai! Guardati intorno: siamo circondati da storie, da persone che raccontano storie e da storie che raccontano di noi. La vera sfida è trovare modi sempre più accattivanti, specie in un periodo come questo che stiamo vivendo, circondati ogni giorno dalla continua trasformazione delle tecnologie. Le realtà virtuali e aumentate stanno cambiando radicalmente il modo di fare storytelling: le esperienze danno modo alle persone di accrescere il loro senso di coinvolgimento, attraverso l’azione e il gioco.”

Gio: “Mi hai fatto venire in mente l’illustratore tedesco Lothar Meggendorfer, il primo autore ad aver creato dei libri animati per bambini. In un certo senso è la stessa cosa: se prima le figure venivano solo disegnate in maniera statica, Meggendorfer è riuscito a dare un tocco di interattività alle pagine, creando delle semplici linguette che animavano i personaggi e gli oggetti del libro.”

Lothar Meggendorfer Children Animation Childhood Book Storytelling

Anna: “Esatto testina! Allo stesso modo, lo storytelling permette di portare avanti l’oggetto di advertising, armonizzato con l’elemento narrativo, per sviluppare contenuti che coinvolgano ed emozionino le persone. La comunicazione attraverso delle storie è sempre esistita, ma è cambiato il modo in cui queste storie vengono raccontate.”

Dalle origini al transmedia storytelling

Anna: “Ormai sappiamo che pubblicità e intrattenimento devono viaggiare di pari passo sui social media e lo storytelling è la chiave per calamitare l’attenzione delle persone. I video focalizzati solo sul marchio o sulla vendita sono spesso ignorati.”

Gio: “Ecco perché lo consideriamo un concetto moderno.”

Anna: “Lo consideriamo una tendenza di questi ultimi anni specialmente perché abbiamo sempre più mezzi a nostra disposizione per creare contenuti ad alto tasso di coinvolgimento. Il transmedia storytelling permette di comunicare contemporaneamente le storie su più canali e strumenti che ogni giorno utilizziamo. Ma non tutte le storie sono uguali e di conseguenza ogni piattaforma ha delle caratteristiche, in grado di veicolare la storia in modo unico. Infatti è molto importante conoscere tutte le piattaforme social e gli strumenti su cui le narrazioni verranno generate, in modo da utilizzare lo storytelling come uno strumento efficace.”

Gio: “Certo, i social media oggi offrono possibilità mai viste prima per raggiungere e coinvolgere le persone. Come pensi che questa trasformazione del classico storytelling possa essere strutturata e pianificata?”

Anna: “Devi innanzitutto selezionare dei contenuti che siano di valore per il tuo brand e d’interesse per chi ti segue. Che siano essi immagini, video o infografiche o insomma tutto ciò che si definisce visual storytelling. Prepara un piano di progettazione, dove definirai le tipologie dei contenuti, i canali su cui verranno distribuiti e i tempi. Scegli di comunicare raccontando una storia avvincente, che sappia distinguersi da tutte le altre.”

Business Woman men talking infographics video content image

Gio: “Infatti la cosa che attrae di più la mia curiosità sono i video. Stamattina mi sono lasciato ispirare! Qualche consiglio?”

Anna: “Di questo ne parliamo la prossima volta, testina! Inizia ad ascoltare e a comprendere le richieste del tuo pubblico: è il primo passo da compiere per una strategia di successo”.