Gio: “Se ti chiedessi di descrivermi la differenza tra marketing tradizionale e marketing non convenzionale sarebbe banale; ma se ti chiedessi come cambiano questi due modi di fare advertising, traslati nella realtà?”

Anna: “Ti direi che il marketing tradizionale utilizza i mass media per trasmettere gli spot o utilizzare gli spazi pubblicitari, mentre il marketing non convenzionale mette al centro le persone attirando la loro attenzione, attraverso delle attività che creano complicità e coinvolgimento.”

Gio: “E se ci fosse di mezzo anche l’offline? Cosa succederebbe se un’orda di zombie invadesse la strada proprio mentre stai attraversando?”


Anna: “Ho capito dove vuoi parare, testina! Andiamo dentro che ci guardiamo un po’ di esempi di guerrilla marketing!"

Anna e Gio assistono ad una serie di video sulla Guerrilla Marketing proiettati in un cinemaPerché il Guerrilla Marketing è così efficace?

Anna: “Prima di iniziare, raccontami quello che sai di questa strategia e delle varie tipologie per attuarla. Sai ad esempio che il nome deriva da un tipo di conflitto armato? Una delle due parti è troppo debole per contrastare il nemico e quindi è costretta ad utilizzare delle tattiche di disturbo veloci e pungenti, per colpire l’esercito con effetto sorpresa.”

Gio: “Non conoscevo alla precisione la storia, ma sapevo dell’effetto sorpresa che coglie alla sprovvista lo spettatore e può rendere l’attività una strategia di marketing avvincente e riuscita. Il più delle volte questo si verifica perché la persona viene coinvolta nell’azione di marketing, nonostante in quel momento le sue difese nei confronti della pubblicità siano abbassate.”

Anna: “Vero, infatti il principio base è sorprendere le persone e lasciare in loro un ricordo positivo e duraturo, che possa scatenare un passaparola. Quale momento migliore per sorprendere qualcuno, se non mentre aspetta alla fermata dell'autobus? Guarda questo video geniale!”

Anna: “Come hai visto questi sono due esempi molto simili, ma con due cose in comune: entrambi sono riusciti ad attirare l’attenzione di chi guardava ed entrambi hanno suscitato un’emozione, che a sua volta è sfociata in una risata nel primo caso e in un pensiero riflessivo nel secondo. Spesso si tende ad ignorare la potenza dei mezzi che abbiamo a disposizione per trasmettere un messaggio. Voglio farti vedere un altro esempio di Unicef che in Finlandia ha attirato enormemente l’attenzione dei media: il loro obiettivo era sensibilizzare le persone per i diritti dei bambini e creare più consapevolezza riguardo l’abbandono. Lo stesso discorso vale per sensibilizzare le persone su argomenti più leggeri, come per esempio… Ah ecco! Guarda qua Volkswagen cos’ha pensato per invogliare le persone a fare più attività fisica ed evitare di prendere le scale mobili! Anche Nike ha proposto una panchina...senza seduta, esattamente per lo stesso motivo!”

Anna e Gio discutono su un'idea brillante di Guerrilla Marketing della nike che ha realizzato una panchina senza seduta per invogliare le persone a correreGio: “La domanda che sorge spontanea è capire come implementare una strategia di guerrilla marketing per un’attività. Insomma... si può fare sempre?”

Istruzioni per l’uso: i casi studio di successo

Anna: “Beh testina dipende dalla tua attività. La creatività è fondamentale perché la strategia gioca tutto su quello: deve essere originale ed efficace; se durante la progettazione viene a mancare l’immaginazione, il risultato sarà una strategia di marketing comune e banale. L’obiettivo di un’operazione di guerrilla marketing, invece, è fare in modo che il consumatore possa incontrare il brand o il prodotto non solo dove compra, ma anche dove abita, dove si diverte e nei luoghi che frequenta. Si va dalla street art ai flash mob, dalle installazioni agli eventi, dai cartelloni all’experience marketing: sono tutti dei mezzi per introdursi abilmente nella vita delle persone, creare una relazione e lasciare in loro il ricordo positivo di un’esperienza di intrattenimento piacevole ed originale. Prendiamo come esempio lo street marketing: utilizzando in maniera semplice i prodotti da sponsorizzare, molti brand sono riusciti a far parlare della loro iniziativa sui social network e sui media. LG ha cambiato il pavimento dell’ascensore di un ufficio, sostituendolo con alcuni schermi della TV che dovevano sponsorizzare. Risultato? Quando qualcuno premeva il pulsante, i display cambiavano immagine, simulando una caduta nel vuoto!"

Gio: “Veramente fantastico! A proposito di installazioni… ti volevo raccontare dell’operazione di marketing in occasione dell’uscita della saga di Star Wars in Blu-Ray! A Londra la BT Tower si è trasformata in un’enorme spada laser con un raggio di luce che sparava verso il cielo, visibile da ogni punto della città. Negli stessi giorni a New York tre Jawas e uno Stormtrooper sono stati avvistati mentre bloccavano il traffico sulla 42nd Street. E come se non bastasse, George Lucas ha pensato di creare un’invasione in campo durante una partita di baseball! Guarda queste foto!”

Anna e Gio indicano i personaggi di Star Wars mentre passeggiano sulle strade di Londra. La scena fa riferimento ad un evento di Guerrilla Marketing londinese svoltosi nel 2011

Anna: “Come vedi i vantaggi di mettere in atto una strategia di guerrilla marketing sono tanti, primo fra tutti il potere di coinvolgimento che fa in modo che le persone si ricordino del tuo brand e successivamente ne parlino. Ma c’è un’altra cosa importante: questo tipo di operazioni non richiede eccessive spese di produzione, come gli spot del marketing tradizionale. Dipende dai casi, ma il più delle volte richiede più sforzi immaginare la situazione con un approccio creativo, piuttosto che dal punto di vista economico. Se sarà una campagna riuscita, il passaparola verrà facilitato, soprattutto grazie ai social network e senza costi aggiuntivi. Si presta ad essere un processo ideale per le piccole e medie imprese che non dispongono di grandi budget per la pubblicità, ma negli anni anche le grandi aziende hanno abbracciato questa strategia, perché ha dato loro modo di ricercare una maggiore complicità con il pubblico, di mantenere un rapporto duraturo con i clienti e di attirarne di nuovi, migliorando sempre di più la brand awareness.”

Gio: “Infatti il brand a cui faccio sempre riferimento quando sento parlare di guerrilla marketing è Coca Cola. Insomma… ogni anno riesce a stupire tutto il mondo con le sue campagne. Il modo in cui riesce a coinvolgere le persone è geniale e lo fa apparire come un gioco da ragazzi! Ti ricordi in occasione del derby a Milano cosa si erano inventati? E la performance che ha coinvolto Finlandia e Singapore contemporaneamente per Share a White Christmas?

Anna: “Una trovata geniale per condividere un momento speciale! Vedi quanto è importante armarsi di fantasia e originalità, trovando il giusto modo per veicolare il proprio messaggio? Il guerrilla marketing è ritenuto un’eccellenza del marketing perché in grado di dare un tocco di innovazione alle campagne pubblicitarie e continuerà ad esserlo ancora per molto tempo. Quindi testina goditi questo flash mob e pensa a tutti i modi possibili e immaginabili per applicare la tua strategia non convenzionale!”.