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Illuminazione del set

Cenni teorici e consigli pratici per illuminare al meglio le vostre riprese.

Comprendere come sfruttare l’illuminazione, naturale e artificiale, è una dote fondamentale per ottenere scatti di alto livello.

In un film come in una fotografia il corretto uso dell’illuminazione può fare tutta la differenza, attirando l’attenzione dello spettatore sui soggetti che si desidera fare emergere e permettendo sfumature e contrapposizioni tra loro ed il set.

Per chi di voi intenda fare un investimento -anche minimo-, ed acquistare un kit di luci per le proprie riprese, oggi analizzeremo alcuni elementi pratici e teorici per aiutarvi nella scelta del vostro kit e perchè no, per condividere con voi informazioni fondamentali riguardo un tema importantissimo per ogni video maker: l’illuminazione.

Cominciamo da alcuni concetti teorici fondamentali:

1 Corpo nero

In fisica un corpo nero è un oggetto ideale che assorbe tutta la radiazione elettromagnetica incidente senza rifletterla, ed è perciò detto “nero”, secondo l’interpretazione classica del colore dei corpi.

Assorbendo tutta l’energia incidente, per la legge di conservazione dell’energia, il corpo nero re-irradia tutta l’energia assorbita.

Si tratta di una idealizzazione fisica, dal momento che in natura non esistono corpi che soddisfano perfettamente tali condizioni.

2 Radiatori ad incandescenza

I radiatori ad incandescenza sono oggetti della vita reale che si comportano come un corpo nero in quanto emettono luce di vari colori nello spettro visibile mentre si riscaldano.

Il colore della luce che emettono può variare dal rosso intenso al rosso, all’arancione, al giallo e infine al bianco.

3 Temperatura del colore (CT)

La temperatura del colore (CT) si misura in gradi Kelvin, ed è un valore assegnato ai colori della luce per aiutarci a descriverli come caldi o freddi.

4 Temperatura del colore correlata (CCT)

Non tutte le sorgenti luminose a incandescenza oggi disponibili per l’illuminazione video sono radiatori.  

Poiché la luce che alcuni emettono è il risultato di altri processi (come ad esempio la corrente elettrica che stimola gas a bassa pressione), non può essere loro attribuita una temperatura.

Per questa ragione viene attribuita loro una temperatura di colore correlata (CCT).  

Questo parametro è basato sulla percezione visiva della sorgente luminosa, e non ha nulla a che fare con la temperatura effettiva dell’oggetto fisico che emette la luce perché, come detto, non si riscaldano e si illuminano come i radiatori ad incandescenza.

5 Indice di resa cromatica (CRI)

L’indice di resa cromatica misura la capacità di una sorgente luminosa di irradiare luce in tutti i colori del suo spettro allo stesso modo dei radiatori ad incandescenza.

Eccogli alcuni tra gli indici di resa cromatica più comuni:

 – Le lampadine fluorescenti per uso domestico hanno un CRI di circa 80 (o inferiore).

 – Le lampade fluorescenti di qualità fotografica e video hanno un CRI di circa 90 (o superiore).

 – Il CRI per gli HMI è generalmente intorno a 95 o superiore.

 – I LED hanno un CRI tra 70 e 90

6 Bilanciamento del bianco

Attraverso i loro sensori, le fotocamere hanno anche una gamma alla quale percepiscono l’ambiente e ne riproducono i colori.  

A seconda delle impostazioni che sceglierete, questa percezione potrà variare drasticamente.

Quando impostate la telecamera per una scena, dovete scegliere un punto di riferimento di colore neutro, e in base a quello tarare la vostra telecamera.  

Comunemente, come riferimento viene usato il bianco.  

Se le temperature di colore delle sorgenti luminose variano, la fotocamera potrebbe non riconoscere tali variazioni, ed avere problemi con la sua funzione di bilanciamento automatico del bianco (AWB).  

Per questa ragione è bene escludere l’AWB e tarare lo strumento da sé.

Non avere grandi oscillazioni di temperatura del colore nel vostro set renderà le riprese meno ostiche.

Passati in rassegna questi concetti fondamentali, possiamo procedere con i metodi di illuminazione:

1 Illuminazione a tre punti

Il metodo più utilizzato e quello più consigliato per i principianti è il metodo di illuminazione a tre punti. 

Questo metodo è la tecnica applicata con maggior successo per l’illuminazione in teatro, cinema, fotografia e CGI. Consiste di tre sorgenti luminose:

I) La luce chiave: identificata come la fonte di luce principale e la più forte delle tre luci. Va posizionata sull’asse della telecamera, frontalmente rispetto al set.

II) La luce di riempimento: la sua funzione è quella di aiutarvi a gestire le ombre eccessive create dalla luce chiave e di conseguenza di evitare uno scatto sbilanciato. L’angolo consigliato per la luce di riempimento è di 45 gradi, ma sentitevi liberi di sperimentare!

III) La retroilluminazione:  la funzione della retroilluminazione è quella di separare il soggetto dallo sfondo.

Questa luce deve essere posizionata dietro il soggetto, di lato o con un angolo di 45 gradi. 

Un ottimo modo per utilizzarla è quello di illuminare il soggetto dall’alto.

2 Illuminazione a quattro punti

Una quarta fonte di luce può essere aggiunta direttamente dietro il soggetto.  Questa luce, tuttavia, non illuminerà il soggetto, ma lo sfondo dietro ad esso.

Questo aggiungerà molta profondità alla vostra scena e vi permetterà di cancellare ombre non desiderate che il soggetto o gli oggetti di scena proietteranno sullo sfondo.

3 Il metodo McCandless

Questo metodo deve il suo nome a Stanley McCandless, considerato il padre del design dell’illuminazione.

Il suo metodo è pensato per enfatizzare le caratteristiche dell’attore/oggetto di scena, e per garantire che questi siano completamente illuminati nella porzione che offrono alla telecamera.

Per raggiungere questo obiettivo vengono posizionate due luci principali a 90 gradi l’una dall’altra e a 45 gradi rispetto al soggetto.  

Le luci utilizzate devono avere temperature di colore contrapposte -caldo contro freddo e viceversa-.

Rimane soltanto una domanda alla quale rispondere prima di procedere con l’acquisto del vostro kit: che tipo di luci acquistare?

Ecco quali sono i principali tipi di luci presenti sul mercato:

1 Lampade ad incandescenza: le lampade ad incandescenza possono essere semplici oppure ad incandescenza alogena.

2 Lampade a fluorescenza: queste lampade lavorano su un’interazione chimica tra il vapore di mercurio a bassa pressione e il rivestimento di fosforo all’interno del bulbo. L’elettricità che passa attraverso il mercurio fa brillare il fosforo.

3 Lampade a scarico di gas: con un processo simile a quello delle lampade fluorescenti, queste lampade utilizzano gas nobili ionizzati per produrre la loro luce.

4 Lampade LED: funzionano grazie al principio di elettroluminescenza, il che significa che il materiale al loro interno emette luce quando l’energia lo attraversa.

Una volta acquistate le vostre lampade, vediamo infine quali sono i passaggi fondamentali per cominciare le riprese!

1 Calcolate la temperatura di colore della luce presente nel set. Da qui decidete la configurazione di illuminazione ottimale;

2 Posizionate la luce chiave;

3 Posizionate la luce di riempimento;

4 Posizionate la retroilluminazione;

5 Se intendete adottare un sistema di illuminazione a 4 punti, posizionate la luce di fondo;

6 Preparate la fotocamera con la tecnica del bilanciamento del bianco;

8 Create il vostro capolavoro!

Questi erano alcuni consigli utili per gestire l’illuminazione sul set, speriamo vi siano d’aiuto! 

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