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La Fotografia di Tenet

Telecamere, pellicole, lenti e illuminazione usati per la creazione del colosso di Christopher Nolan.

Oggi parleremo di Tenet, l’ultima fatica di Christopher Nolan.

Non discuteremo del film in sé per sé, non si tratta né di una recensione né di una critica; perciò, non preoccupatevi: niente spoiler.

Vogliamo raccontarvi il film dalla nostra prospettiva, con un’attenzione particolare al lavoro svolto dal Hoyte van Hoytema, il direttore della fotografia che ha lavorato a questo colosso.

Dal punto di vista visivo Tenet è un film molto complesso, si tratta senza dubbio di una delle pellicole tecnicamente più impegnative che il cinema hollywoodiano abbia sfornato negli ultimi anni. Nonostante il lavoro di Hoytema non sia stato premiato agli Oscar, la fotografia di Tenet è strepitosa, per questo oggi vi raccontiamo l’hardware utilizzato per girare il film ed alcune curiosità che lo riguardano.

Le telecamere.

L’hardware IMAX è stato largamente impiegato per girare Tenet, pensate che si tratta del film che vanta il maggior numero di scene girate con IMAX nella storia del cinema.

Nonostante ciò, la maggior parte del film è stata girata con Arriflex 765 e Panavision 65.

Hoytema ha dichiarato: 

 “Le videocamere IMAX sono rumorose. Quando vuoi registrare suoni e dialoghi devi lavorare su un formato diverso. Quindi abbiamo sfruttato IMAX ogni volta che potevamo e abbiamo usato il miglior formato -65 mm- per i dialoghi. Decisione pratica”.

La pellicola

Ecco tutte le pellicole Kodak da 65 mm utilizzate per Tenet: Kodak Vision3 50D, Kodak Vision3 250D 5207, Kodak Vision3 200T 5213 e Kodak Vision3 500T 5219.

Girare un film internamente su pellicole da 65 mm richiede un investimento non banale.

Facciamo due conti. Un rotolo da 300 metri di kodak da 65 mm costa circa 1.200€.

La pellicola da 65 mm passa orizzontalmente attraverso la telecamera IMAX, percorrendo circa 100m al minuto.

Il risultato? 3 minuti di girato costano 1.200€, soltanto di pellicola!

Le lenti

Il pacchetto di fotocamere e obiettivi è lo stesso che è stato utilizzato per girare Dunkirk (il precedente film di Christopher Nolan).

Proprio come Dunkirk, anche Tenet è stato girato interamente con lenti sferiche, con obiettivi fissi Hasselblad e Panavision.

Come per la maggior parte delle lenti Panavision, si tratta di lenti meno cliniche, in grado di produrre immagini incredibilmente belle. 

Un moderato roll-off della messa a fuoco e strati misti di contrasto consentono alle lenti di catturare tonalità della pelle piacevoli e un aspetto generale morbido e classico.

L’illuminazione

L’illuminazione naturale ha avuto un ruolo centrale nella realizzazione di Tenet.

“Volevamo la realtà, non la bellezza”, ha affermato Hoytema, “Abbiamo praticamente abbandonato l’idea di girare in controluce. L’obiettivo era quello di utilizzare il più possibile la luce naturale disponibile e aggiungere meno luce extra possibile”.

L’illuminazione, dunque; è servita per condurre lo spettatore verso il realismo ed il naturalismo, al punto che molte parti del film hanno l’aspetto di un documentario, e proprio come avviene durante la visione di un documentario, mentre si guarda Tenet non ci si chiede da dove provengano le luci, perché si è completamente immersi nella visione.

“Ho sempre l’ambizione di utilizzare la luce naturale perché amo la sua ricchezza”, ha dichiarato Hoytema, “Di recente mi sono appassionato all’illuminazione LED, che permette un maggior controllo dell’intensità e del colore. Manipolare e controllare gli ambienti esistenti è molto più semplice con tecnologie LED, inoltre si tratta di hardware molto meno ingombrante, il che ci consente di essere più flessibili e in grado di adattarci alla luce che troviamo sul posto”.

La maggior parte dei cineasti avvicinano le luci ai volti degli attori quando intendono riprenderli in primo piano, per ottenere artificialmente le condizioni d’illuminazione ottimali.

Hoytema non fa niente di tutto questo.

Il suo stile di illuminazione, infatti, riguarda principalmente l’area delle riprese e la libertà degli attori, e non ama illuminare da vicino le scene, perché lo trova limitante e innaturale.

Hoytema ha perfino girato alcune scene a mezzogiorno, quando la luce solare è più intensa -cosa che la maggior parte dei cineasti eviterebbe-, catturando audacemente le luci e le ombre che il sole allo zenit genera sui volti e sul set.

Insomma, quella di Tenet è una fotografia audace, pulita, immersiva e tecnologicamente molto avanzata. Non vi resta che guardare il film e giudicare voi stessi!

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