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La fusione tra natura e tecnologia

Proiezioni ed installazioni artistiche luminose si mischiano col paesaggio naturale in un incanto surreale.

Contrasti estremi, concetti opposti, all’apparenza inconciliabili, mischiano provenienze discordanti. Possono tecnologia e natura combinarsi al punto da confondersi l’una con l’altra?

La risposta è sicuramente “Si!”, la domanda è giustamente “Come?!”.

Con una serie di installazioni e interventi site specific, appositamente progettati per il luogo in cui sono realizzati, spaziando da light art a projection mapping, per mettere in risalto dettagli diversi del paesaggio naturale e sprigionare bellezza in forme diverse.

La realizzazione non è immediata. Artisti, registi, fotografi, light designer, projection mapper sono forzati ad integrarsi con lo scenario naturale: devono conoscerlo e interiorizzarlo al punto che il loro intervento risulterebbe nullo se decontestualizzato, il set naturale scelto rimarrebbe uno banale campo di grano, un angolo di foresta qualunque, una qualsiasi spiaggia o collina.

Con “La Línea Roja” dell’artista francese Nicolas Rivals ci addentriamo nella dimensione dei contrasti: la contrapposizione surreale tra forme geometriche al neon posizionate in boschi e spiagge crea un effetto magico, riflessivo, meditativo.

La fotografa coreana Jung Lee rincara la dose emotiva con frammenti di pensieri e scritte al neon rubate a scenari urbani a sovrastimolazione lumionsa, d’un tratto decontestualizzate e immerse nella natura incontaminata.

L’artista olandese Daan Roosegaarde sceglie come tela un campo di porri di 20’000 mq: proietta fasci di luce ultravioletta, rossa e blu, sfruttando principi fotobiologici che potenziano la crescita delle piante e riducono l’utilizzo di pesticidi del 50%. Il movimento delle piante spezza i fasci di luce orizzontali in maniera casuale e armonica, realizzando uno scenario onirico che amalgama natura e sostenibilità con un intervento estetico-tecnologico.

Silva Sveta, studio di design focalizzato su interazione ed eventi, realizza un’installazione permanente ispirata alle favole russe nel parco Raxdoyle di Mosca. Gli alti alberi sono sia sfondo che protagonisti: assumono identità nuove quando le luci del giorno calano e si alzano fasci d’illuminazione colorata, creando visioni inversomili e incantate. La bellezza delle piante è trasformata e amplificata dalla tecnica, dalle macchine, dall’intervento umano.

La senti l’anima della foresta? Lo studio multimediale Moment Factory ha realizzato il percorso immersivo e avvolgente North Forest Lights commissionato dal Crystal Bridges Museum of American Art dell’Arkansas. La tela diventa ispirazione: sono gli elementi naturali a dettare la progettazione di installazioni luminose con forme e movimenti allineati alle piante, ai sentieri e al paesaggio della North Forest. Il bosco accoglie il tocco delicato della tecnologia, genera sorpresa e meraviglia nei visitatori.

Sei settimane immersi nella natura: gli artisti tedeschi Tarek Mawad e Friedrich van Schoor osservano la foresta e ne animano i dettagli, il risultato è splendido, surreale. Una specie di “augmented nature”, dove la tecnologia mima la bioluminescenza rimanendo silente e accondiscendente: cortecce, rami, funghi, rane, ragnatele assumono nuove colorazioni, sono il target di un projection mapping minuzioso e incantevole.

Non abbiamo ancora avuto occasione di seguire una produzione nel mezzo di una foresta, ma abbiamo curato il live streaming per Digital Design Days, evento con creatività in 3D che ricorda scenari naturali ispirati ai coralli.

Esplorate il nostro PORTFOLIO per scoprire quello che sappiamo fare meglio, dalla produzione di video commerciali alla gestione di eventi in streaming fino alla direzione artistica e creativa.

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