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Light art performance dal minimalismo ipnotico

Scavando nel buio con fasci di luce, barre luminose, specchi sincronizzati e sfere sospese, si aprono dimensioni parallele dove ci immergiamo senza timore.

La performance ha un’inizio, uno svolgimento e una fine. Per quanto sia la fase centrale a fare corpo, è il concetto di “fine” che da una connotazione temporanea: ricorda la luce, fugace ed effimera, protagonista delle installazioni e espressioni artistiche che vi raccontiamo.

La luce, immateriale e indomabile, diventa materia prima e acquista forme imprevedibili. Barre LED, lampade a incandescenza, schermi: una schiera di componenti tecnici e inanimati, freddi, piatti, senza nessun fascino, fin a quando i fasci di fotoni se ne impadroniscono per sprigionare la visione creativa degli artisti, dopo ore spese a immaginare coreografie sintetiche, programmando minuziosamente ritmi, colori e intensità luminose.

Esploriamo quindi una serie installazioni e performance che col loro fascino ci rapiscono, lasciandoci incapaci di decifrare e analizzare lucidamente cosa crei quell’effetto ipnotico: che sia il ritmo? Le geometrie? Forse le simmetrie? La sincronia con la musica, o la suggestione surreale? O forse è la somma di tutti questi elementi che, indistricabili, celano una complessità tecnica, lasciandoci semplicemente in pura adorazione.

Light design e musica si combinano in una singola live performance con gli artisti sul palco, a fianco di teli, schermi e led wall, a tratti nascosti e a tratti visibili, in un insieme stregante di luci bianche sincronizzate con ritmi spezzati e sonorità elettroniche. Il risultato è di forte impatto: due corpi umani, divisi e circondati da componenti tecniche, in devozione verso le macchine, generano suoni e luci ipnotiche attraverso un linguaggio originale.

NONOTAK nasce dalla collaborazione tra l’illustratrice francese Noemi Schipfer e l’artchitetto e musicista giapponese Takami Nakamoto: il duo, attivo dal 2011, si è esibito in decine di live performance partecipando ai principali festival artistici e culturali d’avanguardia su scala globale.

Wormhole è un installazione realizzata da ONE THOUSAND™, inspirata dagli studi di Einstein del fisico Rosen sui “ponti”: una visualizzazione tridimensionale e prospettica per rappresentare la teoria generale della relatività e l’esistenza di ponti spazio-temporali. La tela bianca di Wormhole è composta da una serie di cerchi e ottagoni luminosi che si animano di luce sinuosa e ritmica: le strutture si illuminano veloci, progressivamente e parzialmente, mettendo in risalto diversi dettagli geometrici delle forme, interagendo l’una con l’altra, rimanendo immobili ma generando un dinamismo accattivante e incantevole.

ONE THOUSAND™ combina arte e tecnologia per la produzione di installazioni ed ambienti digitali. Operando tra Milano e Dubai, lo studio vanta un portfolio di clienti internazionali come Lamborghini, BOSE, HP, Enel, Oracle e molti altri.

All’interno dello spazio industriale Kraftwerk di Berlino, il light artist Christopher Bauder e il musicista Kangding Ray collaborano alla realizzazione di SKALAR, una performance immersiva e avvolgente composta da 90 luci mobili e 65 specchi sincronizzati distribuiti su un volume di 45 metri di lunghezza, 20 metri di larghezza e 10 metri in altezza. 

Gli aspetti tecnici sono gestiti dall’azienda tedesca KINETIC LIGHTS, punto di riferimento per la produzione e progettazione di sistemi automatizzati di luci ed elementi scenici appositamente pensati per le industrie artistiche e d’intrattenimento.

Il risultato è uno spettacolo emozionante dove fasci di luce animano l’enorme spazio industriale completamente buio, creando geometrie inaspettate e combinazioni di forme affascinanti: gli specchi circolari si muovo in una sincronia armoniosa, ricordano elementi naturali, mentre i raggi luminosi si sommano e si separano, tra sovrapposizioni, riflessioni e intersezioni ammalianti.

48 barre luminose da 1.5 metri, distanziate 40 centimetri l’una dall’altra: ma non basta una lista d’ingredienti per preparare un buon piatto. Va aggiunta l’interpretazione, l’anima, la visione organico-naturalista del collettivo francese SCALE che realizza Flux, installazione co-prodotta dal Festival Constellations francese della Région Grand Est. 

Le fredde barre luminose ruotano sul loro baricentro, si illuminano con intensità variabile da parte a parte. I movimenti morbidi ricordano il respiro di una creatura vivente, disegnano curve soffici, trasformando dei gelidi componenti tecnici in protagonisti di una danza ipnotica e viscerale, sintetizzandone l’anima autentica e passionale.

Attualmente in scena alla chiesa Zuiderkerk di Amsterdam, SECHS è una performance immersiva che propone una nuova interpretazione della sesta suite per violoncello di Bach, realizzata da l’artista multidisciplinare Boris Acket, il violoncellista Maarten Vos e l’artista della luce e media designer Christopher Bauder.

Una stupefacente interazione tra composizione musicale storica, suono spazializzato 4DSOUND e linguaggi estetici moderni dove la luce è protagonista: una schiera di sfere luminose si elevano all’interno della chiesa gotica, muovendosi in perfetta sincronia, illuminate da sottili fasci luminosi. La musica prende forma, acquista un carattere visivo in un’interpretazione attuale e complementare, che lascia gli spettatori in stato meditativo, incapaci di individuare lo stimolo sensoriale più avvolgente.

Da SUPERBELLO, sono stimoli e spunti come questi che ci permettono di sprigionare la giusta dose di creatività nelle nostre produzioni.

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