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Refik Anadol – Designer e New Media 3D Artist

Create con algoritmi di intelligenza artificiale che processano enormi quantità di dati, le opere digitali di Refik Anadol dispongono di intelletto e memoria propria.

Refik Anadol è un designer e digital artist di origine turca e americana. E’ rinomato per i suoi progetti artistici che definiscono ambienti astratti e onirici creati in CGI attraverso l’uso di algoritmi di intelligenza artificiale. Elaborando enormi quantità di input visuali, trasformati in dati per poter essere elaborati dalle CPU, gli algoritmi danno vita a paesaggi digitali immaginari in continua evoluzione: i suoi lavori vengono spesso definiti come “Data Sculpture”.

Anadol ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti tra cui il Microsoft Research Best Vision Award, il German Design Award e il Google’s Art and Machine Intelligence Artist Residency Award. Nel 2021 è stato selezionato per partecipare alla Biennale di Architettura di Venezia in Italia.


Il concetto di metamorfosi è spesso centrale nelle opere di Anadol, come possiamo vedere nel suo ultimo lavoro commissionato da Bulgari e presentato di recente a Milano: Serpenti Metamorphosis. Consiste in una complicata opera di ingegnerizzazione dei dati: Anadol ha messo a punto una “macchina” con la capacità di imparare a riconoscere un fiore – i suoi colori, motivi e forme – e che può quindi “ricrearne” artificialmente le fattezze.

Parte dell’opera utilizza un algoritmo di apprendimento in cui sono stati caricati oltre 120.000 immagini di serpenti, e che risulta in una rappresentazione digitale del famoso rettile di Bulgari. Per rendere l’esperienza multisensoriale ancora più coinvolgente, Anadol ha lavorato con la profumiera Sophie Labbé e Firmenich per creare la prima fragranza concepita tramite intelligenza artificiale, chiamata “Rainforest”.



Un’altra opera in questo momento in esposizione a Milano è “Renaissance Dreams” ispirata al Rinascimento Italiano e composta da quattro capitoli incentrati sui temi – pittura, scultura, letteratura e architettura – visitabile presso il centro di cultura digitale MEET.

A partire da circa un milione di opere storiche sia visuali che testuali, prodotte nel nostro paese tra il 1300 e il 1600, Refik Anadol e il suo team di programmatori, data scientist ed ingegneri esperti di machine learning ha processato ed elaborato un’enorme mole di dati: mentre le macchine elaborano le opere generando nuove interpretazioni originali, l’installazione cambia dinamicamente e trasporta il visitatore in uno spazio immersivo dove grandi proiezioni a parete e sound design originale definiscono un’esperienza unica  all’interno del “pensiero” algoritmico computazionale.

Creando un canale audiovisivo e multidimensionale per rivivere l’intero corpus rinascimentale, “Renaissance Dreams” mostra un modo completamente nuovo e poetico di concepire la nostra connessione con la storia dell’arte.


In “Machine Hallucination”, mostra esposta a New York nei sotterranei del Chelsea Market,  Anadol ha preso ispirazione dalla storia architettonica della città per presentare la rivisitazione di una New York futuristica. L’artista ha utilizzato oltre 100 milioni di ricordi fotografici di New York trovati pubblicamente sui social network per nutrire il software basato su machine learning e generare quindi una nuova forma di narrazione sinestetica.

L’opera prende forma in un’esposizione sperimentale di 30 minuti, presentata in 16K, che visualizza la storia di New York attraverso i ricordi collettivi della città. La mostra non racconta la storia della New York di oggi, piuttosto “prevede” ciò che potrebbe accadere, colmando il divario tra il presente e una visione del prossimo futuro proposta dall’intelligenza artificiale.

In “WDCH Dreams”, Anadol ha collaborato con l’orchestra Los Angeles Philharmonic per il loro centenario. 42 proiettori installati lungo il perimetro dell’iconico edificio di Frank Gehry Walt Disney Concert Hall, mappano tutta la struttura e proiettano quarantacinque terabyte di dati che includono immagini e video. Le proiezioni sono oniriche, includono combinazioni di forme astratte con riprese dell’orchestra. L’installazione era progettata per essere interattiva: la performance cambia ogni mezz’ora a seconda di come il pubblico interagisce con l’interfaccia touchscreen all’interno.

“Memoria, coscienza e sogni— ognuno mostra vari aspetti di un’interpretazione concepita al computer dei dati provenienti dagli immensi archivi della LA Philharmonic, elaborati attraverso lo spazio dell’edificio stesso. Per come la vede Anadol, è come se la sala da concerto stessa stesse producendo il ricordo, il pensiero e il sogno.”

— Kyle Huewe, Flaunt Magazine

Commissionato dalla National Gallery of Victoria di Melbourne, Australia, “Quantum memory 2020” è l’opera tecnicamente e concettualmente più ambiziosa di Refik Anadol. Esplora le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale, dall’apprendimento automatico e dell’informatica quantistica per creare un’opera multimediale immersiva su larga scala in continua evoluzione. Sfruttando un set di dati tratto da oltre duecento milioni di immagini di natura recuperate da risorse pubbliche online, il lavoro di Anadol ipotizza una dimensione alternativa del mondo naturale come entità culturale complessa e dotata di memoria.

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